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CHIARIMENTO SUL FRAINTESO SCIACQUO ORALE PER L’ IGIENIZZAZIONE DEL CAVO ORALE
 
E’doveroso richiamare l’ attenzione sulle finalità e modalità dello sciacquo orale che non è come si usa il comodo collutorio, riducendo questo sciacquo impavidamente ad un atto quotidiano ridicolo, piacevolmente saporito e magari anche profumato quale è un collutorio ma, viceversa, va effettuato con rigore e giusta convinzione per ricavare benefici se si vuol seguire il Metodo Ruffini con esattezza, altrimenti è un’ altra cosa che nulla ha a che vedere con il Metodo Ruffini. Il rispetto minuzioso dei dettami protocollari è condizione “sine qua non” per la buona riuscita del trattamento, ossia, igienizzare il cavo orale dai microbi cariogeni, dai funghi e dai virus presenti, essendo studiati uniti ad altre materie e accorpati dopo tanto lavoro di sintesi da materie diverse, quali la Biologia, la Microbiologia, la Biochimica, la Cardiologia, la Genetica ed il vederlo (lo sciacquo) utilizzato così inconsciamente inutile, ovvero, come collutorio di uno sciacquetto e via è un modo banalizzato d’ uso senza nessun criterio, vanificando gli sforzi affinché si possa diminuirne l’ insorgere di Carie, miceti orali e Mughetti, Parodontopatie microbiche, limitare le Infezioni virali come le Afte comuni epiteliotrope o linfotrope che siano. Come è intesa dunque l’ igienizzazione del cavo orale ? 
Premessa : utile è farlo ogni 2 mesi, di più non serve e chi lo fa è solo perché non ha fiducia, crede di fare meglio o è estremamente ansioso, pensando al medioevale e popolare detto non veritiero che “di più è meglio”, giusto dei segni di libertà e forzature che con il Metodo Ruffini non hanno nulla a che vedere. Non è il popolare “collutorio”…. uno sciacquetto e via. E’ un atto che se fatto bene è molto utile, studiato con estrema serietà, allora, non prendiamolo sottogamba facendo come si vuole, il rispetto della percentuale e dei tempi, è condizione essenziale affinché il bruciore che è temporaneo più o meno intenso, ci sia solo se si eccede nei dettami protocollari, o sia presente solo in presenza di una fresca lesione. COME FARE : Dapprima bisogna liberare i denti ed in generale l’ intera bocca dai residui alimentari, lavando bene con lo spazzolino e dentifricio tutti gl’ interstizi tra i denti perché altrimenti l’ Ipoclorito non riesce ad agire dove c’ è sporco anche minimo, annullando lo scopo del trattamento là dove vi è la presenza di residui di qualunque tipo. Dopodiché, sciacquato questo primo importantissimo passaggio, procedere intingendo lo spazzolino nell’ Ipoclorito al 6% con la medesime modalità del trattamento di pulitura precedente, protratto per un minuto per arcata superiore ed inferiore, eventualmente sempre per un minuto la lingua se lo si desidera perché non necessario per tutti. Secondo necessità, si può e si deve intingere lo spazzolino più volte nell’ Ipoclorito per averlo sempre intriso affinché il liquido entri bene negli spazi interdentali e così possa anche sbiancarli. Finito che sia anche questo secondo passaggio, si procede a rilavare (bene) i denti con spazzolino e dentifricio già in uso casalingo per togliere il sapore sàlino dalla bocca e rifarsi un alito decente non più clorato. Con questo trattamento si è sicuri (microscopio alla mano con esame sempre ripetibile) di aver diminuito significatamente la carica batterica a poche migliaia (da sopra a 100000 al mm3 a soli 6 – 9 mila al mm3). Così collaborando a togliere la possibile presenza dei microbi nocivi come il sempre presente 1) Lo Streptococco Mutans, il responsabile della carie in tandem con altri come 2) il Lactobacillo e altri collaboranti quale 3) lo Streptococco Sanguinis e per il resto dei microbi tranquilli e nessuna paura perché la flora orale, al primo pasto si ripristina tutta in 2 ore. La scomparsa dei funghi tutti (in primis la Candida Albicans e altri perché sono 70 i tipi del solo fungo Candida. Un fungo tipico dei portatori di protesi dentali, degli HIV positivi, nelle Immunodeficienze, ed infine, in altro modo per gli infanti nel Mughetto. Senza snocciolare dati per tutte le famiglie di microrganismi parlerò solo dello Str. Mutans, perché è un microbo curiosissimo, esso si presenta alla vista in microscopio non come microbo singolo ma unito con altri uguali a formare una tipica “catenella” simile ad un trenino di 5 o 6 unità, o come il mano nella mano dei fidanzati, appunto una immagine a catenella. Purtroppo è un microbo insensibile a tutti gli antibiotici nel mondo. Il Mutans diventa cariogeno quando la colonia raggiunge una quantità superiore alle 100.000 unità per mm3, riproducendosi con un tempo medio di sei ore e 20 minuti (ore 6, 20) che, per fortuna, l’ ambiente già si difende bene con le sostanze contenute in saliva, tenendolo a bada. Certo, è difficile difendere se avviene un continuo acidificare l’ ambiente con continue immissioni di zuccheri in bocca. Il Mutans, però, per difendersi dagli attacchi messi in atto dall’ organismo, ha adottato in perfetta intesa con altri microbi “amici” una strategia ben escogitata, ossia : il Mutans necessita di alcuni altri microbi “soci” per preparare il terreno utile a penetrare il durissimo dente, (ammorbidendolo), una corazza cristallina formata dal 97% di minerali (lo smalto) : una volta che i Mutans sono adesi al dente, per mezzo di altri microbi “complici” vengono da essi ricoperti da una pellicola che li protegge dagli acidi salivari da loro stessi formata, lui potendo così lavorare in pace, cioè, iniziare la penetrazione del dente attraverso i tubuli che sono microcanali naturali e presenti sulla superficie dello smalto. Così libero di inoltrarsi fino alla dentina, crea cavità sempre più ampie raggiungendo in santa pace la dentina (più morbida), dove finalmente può proseguire il suo lavoro di penetrazione e distruzione imperterrito e giungere alla polpa. Qui iniziando dolori, farmaci, trapani, estrazioni, protesi e …. tanti soldi. tenendo ben presente che se il microbo Mutans quando entra nel tubulo, non può combatterlo più nessuno, neppure il nostro caro Ipoclorito …… ma solo l’ Odontoiatra …. quindi iniziando : stress, paura, dolori, farmaci, trapani, estrazioni, e .. tanti soldi. 
In fede 
dr. G. Ruffini
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