Come applicare correttamente l’ipoclorito di sodio
senza arrossamenti e irritazioni alla pelle

Una delle domande più ricorrenti che vengono poste nel gruppo Facebook del Metodo Ruffini o che arrivano direttamente alla nostra casella di posta elettronica è “Come si applica il Metodo Ruffini?”, “Come posso utilizzare l’ipoclorito di sodio senza farmi del male, senza provocare arrossamenti o reazioni allergiche?”. Certamente, per quanto semplice, non bisogna darlo mai per scontato.

Dunque, partiamo col dire che stiamo parlando di ipoclorito di sodio e non di candeggina, quindi trovare casi di allergia sarebbe un caso più unico che raro, perché l’ipoclorito di sodio è una sostanza che producono già i nostri globuli bianchi macrofagi per difenderci dai virus, funghi e batteri che incontrano. Ciò non toglie che se utilizzato male possa generare reazioni topiche come arrossamenti cutanei nel punto in cui si applica.

Del resto, per poter parlare di Metodo Ruffini, dobbiamo parlare di ipoclorito di sodio che va dal 6 al 12%, come il Sanaclorìn, che in quanto ad alte concentrazioni potrebbe risultare potenzialmente irritante. Prodotti come la comune candeggina o l’Amuchina e altri disinfettanti a base di ipoclorito ne contengono una percentuale in genere molto più bassa. E allora:

Come posso applicare correttamente l’ipoclorito di sodio sulla mia pelle evitando rossori e irritazioni?

Innanzitutto, la superficie di pelle da trattare deve essere ben asciutta. Sarebbe buona norma sciacquarla prima anche con semplice acqua per eliminare eventuali residui di sporcizia o varia natura, ma in ogni caso va poi asciugata bene.

pelle viso

E poi? Poi, se non è diversamente specificato nella scheda della patologia del manuale d’uso, che si tratti di una patologia, un semplice disturbo o anche un intervento di primo soccorso (punture di insetto, ustioni domestiche o di medusa, ferite ecc.) si versa qualche goccia su un polpastrello e si poggia la goccia sulla parte da trattare, tamponando ma senza mai sfregare per evitare appunto possibili seppur lievi abrasioni. Il consiglio che ci sentiamo di dare è di essere particolarmente generosi nella quantità, bagnare abbondantemente la parte con l’ipoclorito. Durante questa operazione dovremmo avere l’accortezza di non fare andare gocce del liquido sull’abbigliamento o altri tessuti, perché, proprio come la candeggina, avrebbe l’effetto di sbiancare, creando aloni.

Lasciare agire secondo il tempo indicato sul manuale (da pochi secondi a oltre un minuto) e risciacquare anche con semplice acqua corrente.

Qualcuno ha lamentato una certa secchezza della pelle, soprattutto dopo trattamenti ripetuti. Niente paura, basta applicare una crema lenitiva o idratante a distanza di 15 minuti dal risciacquo. A tal proposito ci sentiamo di poter consigliare i prodotti Matené, come la crema corpo idratante o la crema idratante viso, come pure gli altri articoli della linea Tí Hydra, pensata proprio per favorire la naturale idratazione della pelle.

Qualcuno, infine, chiede:

Posso applicare cerotti o fasciature dopo il trattamento?

Il dottor Ruffini lo ha sempre sconsigliato: molto meglio lasciare la pelle libera di traspirare e rigenerarsi velocemente. Se tuttavia si rendesse proprio necessario, allora farlo solo dopo che la parte sia del tutto asciugata.